Tra teche di vetro, album ottocenteschi, carte de visite, cabinet card e preziosi documenti originali, prende forma un percorso espositivo che racconta il mondo visivo e culturale in cui si è formato e ha vissuto Giuseppe De Nittis.
La preparazione dell’allestimento ci permette di osservare da vicino materiali straordinari che testimoniano la nascita della fotografia moderna e il suo dialogo con la pittura:
• gli atelier che nel secondo Ottocento si definivano “Pittore e Fotografo”, segnando la transizione tra due linguaggi e due arti che imparavano a convivere
• le cornici in tessuto, gli astucci e i portafoto utilizzati per nobilitare e proteggere le fotografie, ereditando i rituali della pittura da salotto
• le dediche autografe sulle carte de visite, veri e propri documenti sociali e affettivi, piccole autobiografie scritte in punta di penna
• la raffinata velina protettiva, che nascondeva e al tempo stesso rivelava il ritratto con un gesto di intimità e pudore, diventando parte integrante del “cerimoniale” fotografico borghese.
Ogni dettaglio racconta una storia: quella dei fotografi-artist i dell’Ottocento, delle famiglie che si riconoscevano nei propri ritratti, e di una società che stava imparando a guardarsi attraverso un nuovo medium.
📍 Pinacoteca “Giuseppe De Nittis”, Palazzo della Marra – Barletta




