Nel corso della seconda metà dell’Ottocento, Napoli si afferma come uno dei principali centri della produzione fotografica in Italia.
Gli atelier fotografici napoletani — tra cui quelli di Giorgio Sommer, Alphonse Bernoud e altri importanti operatori — sviluppano un linguaggio visivo che coniuga documentazione, estetica e mercato.
Le loro produzioni spaziano:
- dalle vedute urbane
- ai ritratti borghesi
- alle immagini destinate al turismo internazionale
Napoli diventa così un laboratorio visivo in cui la fotografia contribuisce a costruire una precisa identità culturale e iconografica del territorio.
Le carte de visite e le fotografie d’atelier non sono solo oggetti privati, ma veri strumenti di rappresentazione sociale:
definiscono status, appartenenza e memoria.
La Collezione Pansini conserva un nucleo particolarmente significativo di materiali provenienti da atelier napoletani, che permettono di ricostruire:
- le reti professionali
- le strategie commerciali
- le evoluzioni stilistiche
Questi materiali assumono un valore ulteriore in relazione alla figura di Giuseppe De Nittis, il cui percorso artistico si sviluppa tra il contesto italiano e quello parigino, in un continuo dialogo tra immagini fotografiche e pittoriche.
